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Trisobbio-Stemma

 Info Comune:

Via De Rossi, 20 – 15070 TRISOBBIO
tel. 0143 871104 fax 0143 871360

sito web: www.comune.trisobbio.al.it
e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

altitudine sul livello del mare m. 329

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Piccolo centro agricolo turistico non lontano da Ovada, inserito nel verde delle colline dell'Alto Monferrato coltivate a vigneto, tra il Bormida e l’Orba, è caratteristicamente disposto a terrazzamento su tre cerchi concentrici attorno al castello.

Citato in documenti del XI secolo, come beni di proprietà del monastero di S. Pietro di Acqui, con il nome di Trexoblo, nel 1300 era di proprietà dei marchesi Malaspina.

Nel 1536 Trisobbio, insieme al Monferrato, entrò a far parte dei possedimenti dei Gonzaga di Mantova, in seguito acquistato dagli Spinola. Nel 1708 venne assegnato con tutto il Monferrato da Giuseppe d'Asburgo a Vittorio Amedeo di Savoia. Nel 1745, durante la guerra di Successione Austriaca fu occupato dalle truppe francesi. Successivamente Trisobbio seguì la sorte del Regno di Sardegna, dal trionfo napoleonico, alla Restaurazione, alla formazione dell’unità d’Italia del 1861.

Il Castello sorge sulla sommità di un colle. Esistente già all’inizio del XIII sec, subì un radicale restauro nell’Ottocento poiché era in stato di degrado e di rovina e fu ricostruito nelle attuali forme sul sedime del precedente maniero medievale all'inizio del '900 su progetto dell'architetto D'Andrade. Situato al culmine della collina, nel centro abitato, possiede eleganti bifore ed un’alta torre merlata. Di proprietà del Comune, oggi ospita un ristorante ed enoteca dove è possibile degustare i prodotti tipici locali in cui vengono organizzati eventi quali matrimoni, convegni e meeting. 

Della Chiesa parrocchiale N.S. Assunta non si conoscono notizie certe se non una data, il 1398, in cui risulta essere in fase di ricostruzione. Successivamente l’edificio subì molte trasformazioni che ne modificarono la struttura, che oggi si presenta in stile barocco.
Gli affreschi sono attribuiti interamente all’operato dei fratelli Ivaldi: Pietro detto “il Muto” e Tommaso; gli ornati sono di Giuseppe Ferraris.
Nel 1863, durante le Sante Quarantore, si inaugurò l'opera ormai terminata. Oltre ai pregevoli affreschi che impreziosiscono l’edificio, sono qui conservate due tele di Michele Beccaria, nato a Trisobbio nel 1568, Parroco di Montaldo e pittore: l’Apparizione della Madonna a San Giacinto, datata al 1611 e la Madonna con Bambino tra i Santi Giovanni Battista, Francesco d’Assisi, Carlo Borromeo, Chiara da Siena e Caterina da Siena del 1615. Una terza opera è conservata nell’Oratorio adiacente la chiesa e rappresenta la Sacra Famiglia con Santo Stefano, San Giovanni Battista e San Sebastiano ma di questo dipinto non si ha una datazione certa (forse primo decennio del XVII secolo). Di particolare rilevanza e pregio è l’organo del 1863 della ditta Serassi di Bergamo. 

La chiesa di Santo Stefano è il più antico edificio di culto del paese. Esterna al borgo, è situata sulla cima di una collina che risulta più elevata dello stesso Trisobbio, ad una distanza di circa un chilometro e mezzo, non distante dalla Frazione Villa Botteri.

La chiesa di San Rocco sorge poco distante dal centro, su un’altura dalla quale si può godere di un bel panorama. In questa chiesetta si festeggia il Santo patrono il 16 Agosto. 

Palazzo Rossi Dogliotti

Divenne sede del municipio nel 1932.

L’epoca di costruzione dell’edificio rimanderebbe ai secoli XVI e XVII, mentre per quanto riguarda la struttura architettonica e le decorazioni, sono state individuate alcune fasi principali: dalla costruzione del ‘500, agli ampliamenti del tardo Seicento, all’arricchimento decorativo dell’Ottocento.
Al piano nobile, dove hanno sede gli uffici e la stanza del Sindaco, sono conservati bei soffitti, pavimenti di graniglia lavorata a mano e le decorazioni originali, specialmente negli infissi, dove si riscontrano i caratteri del barocchetto tipico delle dimore piemontesi. Due pavimenti lignei, detti “palchetti”, sono gli originali settecenteschi.
Le suggestive cantine del palazzo, con il bel torchio dei primi decenni del 1800, ospitano un’enoteca e la bottega del vino biologico “Biodivino”. 

Il Palazzo delle Vecchie Scuole

Il Palazzo delle “vecchie scuole” venne realizzato tra il 1862 ed il 1864 e rispose fin da subito alla duplice esigenza di avere una sede per il Comune e una per la scuola. Dopo il testamento del Cavalier Dogliotti il Municipio si trasferì nella sede attuale mentre la costruzione delle nuove scuole nel 1970 portò l’edificio all’abbandono.
Oggi, dopo gli interventi di recupero, il palazzo delle vecchie scuole è sede di un punto informazione dell’Unione dei Castelli tra l'Orba e la Bormida, il “Punto di Unione” e luogo in cui vengono organizzati convegni e mostre.

La Casa del vecchio asilo

Nel centro storico di Trisobbio , vicino alla Piazza della Chiesa, è situata una casa conosciuta come il “vecchio asilo”. Sorto a fine ‘800 e rimasto in attività fino al 1988, l’edificio è diventato di proprietà comunale nel 2002.

Villa Botteri è la piccola frazione di Trisobbio, situata a circa tre chilometri dal paese; un tempo molto abitata, aveva una sua scuola, un ufficio postale e diversi negozi; oggi molte case sono state abbandonate ma alcuni edifici, come la chiesa o la canonica, sono stati restaurati e riportati all’aspetto passato.
Nella frazione di Villa Botteri si trova l'Orto Botanico, un piccolo angolo di verde, luogo di raro fascino ed interesse scientifico, che presenta esemplari di vegetazione locale e piante esotiche. Vi si possono ammirare esemplari di larici, araucaurie, abeti argentati, abeti rossi, aceri del Canada, albero di Giuda, nocciolo contorto.

La Chiesa di San Giovanni Battista nella frazione di Villa Botteri viene citata nei documenti vescovili dell’XI secolo. Ha un'origine molto antica come dimostra l'affresco di San Bovo, santo pellegrino e guerriero, legato all'ambiente rurale e venerato come protettore degli animali, raffigurato con la spada e il bue esposto sulla bandiera, riscoperto pochi anni fa al suo interno. La Chiesa ha subito nel tempo drastici rimaneggiamenti e probabilmente l'orientamento originario della Chiesa era diverso dall'attuale. Molte sono state le modifiche e i successivi restauri del tetto, del pavimento, del campanile e della facciata. Le pitture risalgono a meno di 50 anni fa e al di sotto di esse traspare la più antica decorazione ottocentesca.

Al centro storico del paese, ben conservato, si affianca la parte moderna dotata di strutture per lo sport e lo svago a tutte le età: nel verde della valle è collocato l' Impianto Polisportivo delle piscine, una struttura dedicata allo sport e al divertimento, in cui, oltre alle vasche e scivoli, vi sono campi da calcetto, tennis, pallavolo, bocce ed un parco attrezzato per bambini.

Nel territorio di Trisobbio si trovano molti percorsi e sentieri in mezzo al verde e una sorgente di acqua fresca, la fonte del Sambuco, situata a valle del paese.

Il Percorso Verde ha inizio dal parco Dotto di Montaldo, collega Montaldo e Trisobbio seguendo per circa due chilometri il percorso del Rio Stanavazzo. Durante il percorso, si possono incontrare attrezzi ginnici, una teleferica gioco per bimbi e un’area pic-nic.

Tra queste strade e questi sentieri si trova il “Noce di San Giovanni” un albero secolare che germoglia tardivamente e produce i suoi frutti nel breve arco di una settimana, proprio la settimana in cui si festeggia San Giovanni (24 Giugno). La leggenda narra che nell’Ottocento proprio qui venne rinvenuto un tesoro nascosto probabilmente da un soldato di ventura durante il suo passaggio.

Manifestazioni ricorrenti:

metà Luglio: Festa al Castello

Agosto: Podismo “Stratrisobbio”

16 Agosto: festa patronale di San Rocco

Novembre: Fiera del Tartufo