Piazza Cappuccini

Il luogo fu abitato da popolazioni Celto-liguri, un Castrum, a difesa dei guadi fu costruito dai Romani.

Nell'atto di fondazione dell'Abazia di San Quintino di Spigno, (911) redatto dai Marchesi Aleramici, compare il nome di Ovada per la prima volta: "il locus et fundus de Ovaga".

Dai Marchesi Aleramici ai Marchesi Del Bosco, Ovada, diventa importante tappa lungo la "via del sale" e territorio di Genova (1217).

Dal 1277 dominio dei Malaspina, rimase fedele alla Repubblica di Genova; tale fedeltà venne premiata con la concessione nel 1327 degli Statuti che riconoscevano ad Ovada ampie libertà ed accordavano consistenti esenzioni fiscali.

Un'epigrafe , all'interno della Loggia di San Sebastiano, testimonia come nel XIII secolo la popolazione ovadese si ridusse di quattro quinti a causa di un' epidemia di peste.

Ovada fu per breve tempo dominio Visconteo fu restituita alla Repubblica di Genova nel 1358; sul finire del secolo, dopo una rapida occupazione francese, la cittadina entrò nell'orbita di interessi del Ducato di Milano, fu riconquistata dalla Repubblica Marinara che riconobbe gli antichi privilegi.

Nel 1452 fu feudo dei Campofregoso, passò poi ai Doria e nuovamente sotto Milano; divenuto duca Francesco Sforza lo infeudò, dapprima ai Trotti poi agli Adorno che lo avevano appoggiato nell'insignorirsi di Genova.

Nel 1449 il Re di Francia, proclamato Re di Genova, restituì il feudo all'alessandrina famiglia Trotti che lo mantenne in Signoria fino al 1528. Quando Andrea Doria liberò Genova dal dominio francese Ovada, fece parte dei territori della Superba per tre secoli.

Nel 1625 Carlo Emanuele I di Savoia, fiancheggiato dai francesi, aprì le ostilità contro Spagnoli e Repubblica di Genova ed occupò Ovada . La pace tornò ma un'altra guerra si accese nel Monferrato, le truppe spagnole e napoletane che si recavano all'assedio di Casale, diffusero la peste tra la popolazione.

Nel 1672 Ovada venne coinvolta da Carlo Emanuele II nel conflitto contro la Superba e le truppe Sabaude assalirono il Borgo.

I primi anni del XVIII secolo videro Ovada passare sotto il dominio sabaudo, il duca Vittorio Amedeo II inaugurò una politica riformista e lungimirante trasformando lo Stato Sabaudo in un vero stato moderno permettendo ad Ovada di godere di un periodo di favorevole sviluppo.

Nel 1746, con l'inizio della Guerra di Successione austriaca il borgo fu occupato dalle truppe austro-sarde; ritornata la pace iniziò un periodo di crescita, lenta ma continua che caratterizzò l'ultima parte del secolo, segno della maturità culturale fu la nascita di una colonia dell'Arcadia: l'Accademia Urbense, fondata nel 1784 dal Poeta Ignazio Benedetto Buffa.

La vittoria di Marengo (1800) consolidò le presenza francese, nuove idee e scoperte scientifiche si diffusero, tra le quali la vaccinazione antivaiolosa, che il medico Francesco Buffa introdusse in Ovada.

Il Congresso di Vienna, unì la Liguria al Regno Sabaudo e poco dopo il borgo di Ovada entrò a farPiazza Castello parte della Provincia di Acqui.

Nel 1820, i moti risorgimentali coinvolsero gli ovadesi Andrea Dania, morto per la libertà della Grecia, Domenico Buffa, a capo dei volontari durante le Cinque Giornate di Milano, eletto a soli trent'anni Deputato al primo Parlamento Subalpino; Bartolomeo Marchelli, Emilio Buffa partecipando all'impresa dei "Mille" e Gerolamo Oddini sui campi di Goito e Pastrengo.

Giovan Battista Cereseto fu figura rilevante per l'educazione dei giovani e la promozione culturale.

Vennero portate a compimento importanti infrastrutture, la strada che unisce Ovada a Novi Ligure ( 1836), la strada per Acqui Terme (1855), la strada del Turchino, da Ovada a Voltri in Liguria (1872); nel 1894 venne inaugurata la ferrovia Ovada – Genova; il centro si ammodernava: la costruzione di un nuovo ospedale, di fognature, acquedotti e nuovi edifici, portarono Ovada alle soglie del XX secolo.

La Grande Guerra portò molti lutti , il primo dopoguerra vide l'insediarsi di un'amministrazione socialista, il periodo del fascismo coincise con la crisi del settore vitivinicolo e con la sua faticosa e lenta rinascita.

Nell' Agosto del 1935 , su tutta la Valle Orba piombò una valanga d'acqua, dovuta al crollo della
diga di Ortiglieto, che spazzò via il quartiere "Borgo" causando più di cento vittime.

La seconda guerra mondiale vide nascere sui monti che circondano Ovada un organizzato movimento partigiano. Il massacro di Olbicella e quello della Benedicta sono due tristi testimonianze del tributo di sangue versato dagli ovadesi.

Nel dopoguerra la cittadina si riprese dalle distruzioni ed assunse le caratteristiche attuali con la costruzione di nuovi quartieri, moderne infrastrutture, iniziative industriali ed artigianali.