Foto gallery  Calendario eventi

Rocca Grimalda Stemma
Palazzo del Municipio
15078 ROCCA GRIMALDA (AL)
tel. 0143 873121 - fax 0143 873494

www.comuneroccagrimalda.it
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

altitudine sul livello del mare m. 280

Vedi il paese sulla mappa di Google

Le tracce del paese di Rocca Grimalda si perdono nel passato: l'esistenza della città romana di Rondinaria ai piedi dello sperone roccioso ed il ritrovamento di una necropoli celtica nella piana di Silvano fa presumere l'esistenza di fortificazioni di epoca preromana anche al di sopra dell'altura.
Il Paese, come molti altri della zona, viene citato per la prima volta nel X sec tra i territori della Marca Aleramica donati per la fondazione del Monastero di San Quintino a Spigno Monferrato.
Data la posizione bellissima e strategica in quanto fortezza naturale a strapiombo sulla valle del Torrente Orba, il paese è stato inevitabilmente oggetto per secoli di contese militari ed economiche da parte della Repubblica di Genova, dei Marchesi del Monferrato e del Ducato di Milano, e, dopo l'occupazione di Filippo Maria Visconti, venne ceduto nel 1444 a Galeazzo Trotti. Dopo alterne vicende, i Trotti vendettero il feudo alla famiglia genovese dei Grimaldi, che ne mantenne il possesso fino al XIX secolo e che diedero al paese il suo nome definitivo. I Grimaldi portarono dalla Repubblica di Genova il culto di santa Limbania e la coltivazione della vite.
Dal 1736 Rocca Grimalda entrò nell'orbita del Regno di Sardegna e seguì da allora le sorti del Piemonte sotto il dominio dei Savoia.

Custode del paese è il Castello, costruito alla sommità di uno sperone roccioso a picco sull’Orba. In origine costruzione militare risalente al XIII secolo venne trasformato in abitazione signorile nel XVIII secolo dopo aggiunte anche nei periodi precedenti, con ali rinascimentali e barocche, insieme ad un pregevole parco con il tipico impianto del giardino barocco con vista panoramica sulla valle sottostante. Si caratterizza per una imponente e suggestiva torre alta 22 metri, circolare a cinque piani con scala elicoidale ricavata nello spessore delle mura che un tempo ospitava le prigioni e la sala delle torture.

La chiesa parrocchiale di San Giacomo Maggiore, di origine romanica, ma ampliata e rimaneggiata in seguito, conserva l'antica facciata inglobata nel muro perimetrale destro, con una serie di archi in pietra grigia e parte del basamento originale del campanile. Accanto a San Giovanni Battista, Santo patrono del paese, i Rocchesi festeggiano anche San Giacomo Maggiore; il culto diffuso anche nei paesi limitrofi si collega al passaggio nel comune di uno degli antichi tracciati utilizzati per raggiungere il Santuario di Santiago di Compostela ove sono ancora oggi conservate le spoglie del santo.

L'Oratorio della Madonna delle Grazie, conserva al suo interno numerose testimonianze di devozione popolare nonché una pregevole statua processionale del Settecento della scuola di Anton Maria Maragliano.

Sparse per la campagna ci sono numerose edicole votive oltre alla chiesa campestre dedicata a San Rocco del XVI secolo, e a quella di San Giacomo nell'omonima frazione.

Avamposto del borgo è la chiesa cinquecentesca di Santa Limbania in Castelvero protettrice della gente di mare; sorge nell’area di Castelvero, all’estremità sud-orientale del paese, su un imponente sperone roccioso che domina il corso del fiume Orba. Di origine molto antica, potrebbe risalire al castrum bizantino o comunque all’epoca alto-medioevale. E’ un antico e tradizionale centro di devozione dedicato a una monaca cipriota, patrona dei mulattieri, i quali facevano la spola tra Rocca Grimalda e Genova partendo dall’omonima chiesetta di Voltri. Si presenta ad aula unica conclusa da un’abside semicircolare e affiancata da due cappelle laterali, all’interno conserva pregevoli affreschi del XVI secolo. La struttura attuale è frutto di ulteriori rimaneggiamenti che ne fecero una sorta di santuario per i mulattieri. La statua lignea di Santa Limbania, veniva un tempo intagliata dalle madri del paese allo scopo di ricavarne schegge da mandare ai propri figli in guerra, pratica che dimostra la devozione popolare per la santa cipriota.

Il Carnevale della Lachera è un'originale tradizione folkloristica del paese e rappresenta indubbiamente uno dei patrimoni culturali più importanti ed originali di tutto l'Ovadese. Ogni anno migliaia di persone accorrono per partecipare a questo originalissimo misto di danza e rappresentazione teatrale che da tempo immemorabile attraversa a Carnevale le campagne di Rocca Grimalda. Nato probabilmente come rito pagano assunse nel tempo significati più profondi di ribellione del popolo di Rocca contro i soprusi subiti dal feudatario.

Legato a questa danza rituale del carnevale è nato, per volontà del Laboratorio antropologico di Rocca Grimalda un'Associazione che da anni si occupa di ricerca demo-antropologica sul carnevale, il Museo della Maschera. Inaugurato nel Settembre 2000, situato al primo piano dell’ex palazzo comunale con l’intento di conservare il ricco patrimonio culturale locale, raccoglie e valorizza il “materiale” legato all’abbigliamento e al travestimento cerimoniale. Oltre ai tradizionali abiti della “Lachera”, sono esposti costumi e maschere che accompagnavano le feste del calendario tradizionale italiano ed europeo.

Il paese è rinomato per la sua tradizione enogastronomica che annovera una delle ricette più caratteristiche di tutto l'Alto Monferrato: la peirbuieira, prelibate lasagne condite con una salsa a base di aglio, olio e fagioli.

Dalla terrazza del Belvedere Marconi si gode di una spettacolare vista di Ovada e dei paesi del circondario.

Manifestazioni ricorrenti:
Luglio: Rocca Grimalda Live: Festival di Musica e Teatro
Luglio: Sagra del Cinghiale
Agosto: Sagra dei Ravioli e del Bollito Misto (Fraz. San Giacomo)
Agosto: Sagra della Peirbuieira
Ottobre: Castagne e Vino