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parodi

COMUNE DI PARODI LIGURE

Piazza Municipio, 5
15060 Parodi Ligure (AL)
tel. 0143 681105 - Fax 0143 681481
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www.comune.parodiligure.al.it

altitudine sul livello del mare m. 330

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Già citato come Palode (dalla palude dell'Albedosa) in un documento del 937 e compreso nella Marca Obertenga, il borgo sorge in quel territorio chiamato Oltregiogo, adagiato sul crinale di uno sperone roccioso, sulle estreme propaggini collinari dell'Appennino ligure, in posizione di grande interesse in quanto attraversato dalle vie marenghe che collegavano il retroterra al mare e per questo fortemente collegata a Genova che ne influenzò arte e tradizioni.
Genova, intorno all'anno mille, comincia ad essere presente nella zona costruendo edifici di assistenza, controllati frequentemente da strutture monastiche (testimoniate da toponimi come Eremiti e Benedicta) che fanno capo a chiese genovesi.
Le vicende di Parodi sono da questi anni riflesso delle vicende genovesi, le strade delle Capanne di Marcarolo e della Bocchetta vedono passare le truppe milanesi dei Visconti (sec. XIV), le truppe francesi (tra il XIV e il XV secolo), ancora dei Visconti (1421), ancora francesi (1458).
Con l'avvento della Repubblica Democratica Ligure (1797) Parodi è assegnato alla Giurisdizione del cantone di Gavi, di cui è capoluogo Novi, e segue le sorti di Genova con l'ordinamento napoleonico, quando avviene l'annessione alla Francia (1805). Nel 1815 la Repubblica Ligure viene cancellata e il suo territorio annesso definitivamente al Regno di Sardegna. Il mutamento radicale e definitivo è del 1859, quando il ministro Urbano Raltazzi, alessandrino, ridisegnando l'organizzazione dello Stato piemontese, cancella la provincia di Novi, portandone i territori nell'ambito della provincia di Alessandria.
Paese tradizionalmente vocato alla coltivazione della vite appartiene sia alla zona del Dolcetto di Ovada che a quella del Cortese di Gavi.

Tra le principali emergenze storico - artistiche del paese si evidenziano: la Chiesa Parrocchiale di Parodi per le statue lignee di A. Maragliano, gli altari e la cantoria, il palazzo Guarco (sec. XV) appartenuto a Nicolò Guarco Doge di Genova nel 1378, la Chiesa parrocchiale di Cadepiaggio per i dipinti del Carlone e la parrocchiale di Tramontana per l’oratorio di S.Giovanni Decollato e le cappelle di S. Vincenzo e S.Rocco; da non dimenticare la bellissima Abbazia di S. Remigio (sec. XI) , posta al centro dell’omonima valle, protagonista di molte vicende storiche, restaurata recentemente viene attualmente utilizzata come sede di convegni e mostre. L'Abazia fondata nel l'XI sec. per opera dei Benedettini di S. Maria di Castiglione (Parma), a cui si deve la bonifica della palude che ricopriva la piana di fondovalle ,fu ampliata nel XVII e nel XIX sec. In forme tardo barocche, era arricchito di pregevoli opere d'arte, tele, sculture, arredi marmorei, oggi visibili nella chiesa di Cadepiaggio. Oggi l'Abbazia, sconsacrata e di proprietà del Comune, viene utilizzata a fini istituzionali e artistico-culturali legati alla valorizzazione del territorio.

Manifestazioni ricorrenti:
Agosto: Festa degli Antichi Mestieri
Agosto: Sagra dei Ceci (Fraz. Tramontana)