PALAZZO DELFINO

Sede degli Uffici Comunali di Ovada, il palazzo ha subito nel tempo molti stravolgimenti architettonici che ne hanno variato non di poco l'originaria fattura in stile genovese. Gli angoli sud-ovest e nord-est erano occupati da un loggiato e chiaramente si intuisce che il palazzo non fosse stato costruito per ospitare uffici pubblici.
Il banchiere Badaracco, committente dell'impresa, aveva nelle sue intenzioni l'idea di destinare il primo ed il secondo piano a residenza di famiglia mentre il piano terreno avrebbe ospitato gli Uffici della sua Banca che gli ovadesi conoscevano come "Banca d' Pre Titu".
I lavori di compimento del Palazzo, come già detto di fattura genovese color giallo ocra con bordature e lesene bianche, avvennero intorno al 1890.
Dopo il dissesto economico di Badaracco il Palazzo venne acquistato dalla Famiglia Delfino che concluse alcuni lavori di figura dell'interno affidando la decorazione ad un artista sui generis: il pittore Guglielmini affrescò l'atrio, il primo piano e la scala.
Nel 1922 la famiglia decise di vendere il Palazzo all'Amministrazione Comunale che vi si trasferì da Palazzo Maineri solo un paio di anni dopo poichè la transazione finanziaria non andò subito a buon fine.
Prima dell'insediamento i due loggiati vennero eliminati e trasformati in Uffici alterando irrimediabilmente la forma dell'edificio.
Nelle cantine del palazzo, egregiamente ristrutturate, ha sede l'Enoteca Regionale di Ovada e del Monferrato che si occupa della valorizzazione e promozione dei vini dell Ovadese, valorizzazione e diffusione dei prodotti del territorio, promozione del territorio del Monferrato Ovadese e impegno per la crescita tecnica, professionale e culturale dei produttori, dei soci e della zona.
L'attività di Ristorazione a cura di Pignatta in Enoteca (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.). Piatti e Specialità gastronomichedell'Ovadese, del Piemonte e della Liguria. Vendita dei Pregiati vini del Territorio a prezzo di cantina (circa 170 etichette). Apertura al pubblico: da Mercoledì a Domenica dalle 15 alle 00. Lunedì e Martedì Chiuso.

 

PALAZZO MAINERI

Il fabbricato di stile genovese venne edificato intorno alla metà del Seicento ad uso abitativo.
L'esterno con le sue finte finestre verso Piazza Cereseto e verso Via Cairoli, sembra voler creare una simmetria e razionalità che di fatto non esiste negli interni.
Il palazzo venne acquistato dalle Rev. Madri Pie Franzoniane, che lo occuparono per quasi un secolo, nell’Ottocento.
Nel 1913 il palazzo, occupato già dal 1875 dagli Uffici Comunali, fu acquistato dall'Amministrazione che ne fece la propria sede; a partire dal 1925 divenne sede delle Scuole Secondarie della Città sino al 1962.
Al pian terreno il Palazzo ospita l'Ufficio di Informazione ed Accoglienza Turistica di Ovada (IAT) e la sede distaccata degli Uffici dell'INPS.
Nel piano mezzanino ha la sua sede l'ACCADEMIA URBENSE, importantissima Associazione Culturale che richiamandosi all'omonima Accademia del Settecento fondata da Ignazio Benedetto Buffa, si ritaglia un ruolo fondamentale nella ricerca e divulgazione culturale della cittadina.
Il piano nobile ospita la BIBLIOTECA CIVICA, inaugurata nel 1972, intitolata ai Coniugi Ighina alla quale si accede tramite un' ampia scala in pietra.

  

PALAZZO ROSSI MAINERI

L'edificio cinquecentesco ospita la Civica Scuola di Musica A. Rebora ed appartiene alla tipologia di edifici signorili sorti in Ovada al di fuori della cinta muraria dell'antico borgo. La posizione decentrata consentiva lo sviluppo di eleganti dimore con annessi orti e giardini.
La prima notizia relativa al Palazzo si trova nel testamento di Giorgio Maineri che lasciava al secondogenito un cospicuo patrimonio affinchè terminasse i lavori della residenza.
Alla stessa famiglia si deve la costruzione del palazzo posto ad angolo tra Via Cairoli e Piazzetta Cereseto (sede del Comune, della scuola secondaria ed oggi sede della Biblioteca Civica).
All'inizio del Settecento il Palazzotto fu acquistato dalla famiglia Rossi, la quale trasferitasi in città da Genova godeva di un significativo benessere derivante dal commercio della cera (ricordiamo che le candele erano l'unica fonte di illuminazione ai tempi).
Alla Famiglia Rossi si deve la costruzione della Cappella di San Francesco da Paola.
Nel 1835 il Palazzo risulta ancora di proprietà della Famiglia Rossi quando la Comunità di Ovada chiede in affitto il Palazzo per dare alloggio ai Reverendi Padri Scolopi costretti a lasciare il proprio convento divenuto lazzaretto per i malati di colera.
Da un inventario dello stesso anno (presente in copia presso l'Accademia Urbense)risulta che il Palazzo fosse adornato da più di un'ottantina di quadri ormai quasi totalmente dispersi.
Dopo varie vicissitudini ereditarie il Palazzo divenne proprietà della Famiglia Mariti nel 1926 per poi essere acquisito dal Comune di Ovada nel 1933.
Divenuto poi sede della Civica Scuola di Musica Antonio Rebora, il Palazzo ha subito numerose variazioni strutturali che non hanno però interessato la semplice facciata prospiciente la via che richiama chiaramente lo stile dei palazzi genovesi.

PALAZZO SPINOLA

Il Palazzo venne costruito accanto alla Chiesa quattrocentesca di Santa Maria delle Grazie (oggi San Domenico) intorno alla seconda metà del Seicento; non vi sono documenti che attestino con precisione la data della costruzione che si evince semplicemente da un documento relativo ai confini di G. Massarotti che evidenzia come nel 1648 al posto del Palazzo vi fosse un cortile.
Gli Spinola erano stati già nel Quattrocento, Signori di Ovada ed avevano costruito nuovi palazzi e ville in collina. Il Palazzo, a forma di parallelepipedo, si impone come un volume chiuso e massiccio, senza lasciare spazio alla decorazione che è semplice ed essenziale.
Da questo blocco squadrato diparte un porticato, costruito nel Settecento, ed una serie di locali adibiti un tempo a scuderia, granaio, magazzini poi modificati dopo la vendita della proprietà da parte di Ugo Spinola.
I Padri Scolopi adeguarono i loggiati e gli annessi alle loro esigenze mutando l'aspetto originario del Palazzo il quale aveva comunque già subito dei rimaneggiamenti; possiamo comunque affermare che il Palazzo così come è giunto ai giorni nostri ricalchi molto bene il modello genovese di in impronta alessiana di residenza signorile.

 

TEATRO DON SALVI

L'inaugurazione dell'Oratorio avvenne 1902 grazie all'opera del sacerdote Salvi Giuseppe nato ad Ovada il 10 luglio 1871. Sulle orme di San Giovanni Bosco fabbricò il Ricreatorio con suo patrimonio mirando alla sana educazione ed istruzione della gioventù ovadese, specialmente dei meno abbienti.
Divenne anche prima sala di proiezione dal 1908 e sede della Compagnia teatrale "Filodrammatica Juventus".
Nel 1930 il regime fascista impose la chiusura e solo nel 1945 riprese l'attività con la "A.Bretti" fino al 1980. Fu riaperto al pubblico alla fine degli anni '90.
Per approfondimenti sul tema si rimanda all'ottima pubblicazione dell'Accademia Urbense di Ovada che trovate a questo link:  http://www.archiviostorico.net/libripdf/Don_Salvi.pdf

 

 PARCO COMUNALE "SANDRO PERTINI"

Posto di fronte alla chiesa dell'Immacolata Concezione, il Parco Comunale intitolato nel 1997 al Presidente della Repubblica Sandro Pertini, venne costituito, nella seconda metà dell'Ottocento, dalle Reverende Madri Pie Franzoniane che unirono i giardini e gli orti di Palazzo Maineri (sede della Biblioteca Civica) e di Palazzo Scassi – Buffa (ora sede di un Istituto Bancario).

 

PARCO VILLA GABRIELI

La villa edificata nel primo Novecento su progetto dell'Ing. Michele Oddini, si erge nascosta da occhi indiscreti non lontana dal centro della cittadina.
Fonte di ispirazione del progetto furono le realizzazioni in Stile Liberty di Gino Coppedè (Castello Mackenzie, Villa Canali Gaslini, Villa Micheli a Genova) che però risultavano troppo ardite per il contesto ovadese e vennero tralasciate per uno stile più sobrio e non così originale.
La villa, protetta da una bella cancellata in ferro battuto riposa placida all'interno di un parco, vera perla della cittadina, che risente chiaramente del gusto naturalistico inglese. Il giardino di gusto romantico impone l'imitazione della natura selvatica esempio di bellezza assoluta poiché spontanea.
A sentieri irregolari e laghetti artificiali si accostano statue, tempietti classici e padiglioni di natura esotica che invitano a perdersi nella natura lussureggiante lontano da occhi indiscreti alla ricerca di sempre nuove mutevoli vedute.
Verso la metà del secolo scorso il giardino fu arricchito, seguendo lo spirito scientifico degli orti botanici, di esotiche specie provenienti da tutto il mondo ( Cedrus Atlantica Galuca, Cedrus Libani, Sequoia Gigantea,Taxodium Didtichum, Magnolia Grandiflora ecc.)
Foto gallery Villa Gabrieli