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MUSEO PALEONTOLOGICO GIULIO MAINI

Il Museo Paleontologico  è ospitato nell'antica chiesta di origine trecentesca eretta dagli ovadesi in onore di Sant'Antonio Abate.

La Città di Ovada con la collaborazione della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie e con la Regione, ha realizzato il primo Museo in Piemonte interamente dedicato alla Paleontologia; il Museo è dedicato a Giulio Maini appassionato naturalista di Ovada e celebra la sua attività di ricerca, raccolta e conservazione di fossili e minerali quasi completamente provenienti dal territorio.

 

Orario di Apertura:
Sabato 15:00-18:00 (annuale)
Domenica 10:00 - 12:00 (annuale)
Domenica 15:00 - 18:00 (solo dal 1° Ottobre al 31 Maggio)
Visite Guidate su Prenotazione anche in altri orari: Associazione Calappilia cell: 3402748989

L’esposizione abbina nel progetto una valenza scientifica ed una forte impronta didattica, costituendo un interessante punto di riferimento per studenti, ricercatori, appassionati di Paleontologia e per quanti vogliano conoscere, attraverso esempi tangibili ed eloquenti, l’affascinante storia più antica del territorio, scritta indelebilmente nel suolo e nelle rocce. Il percorso si sviluppa dalla illustrazione delle principali tematiche connesse allo studio dei fossili, per poi scendere ne dettaglio delle diverse ere geologiche, di cui vengono sintetizzati i caratteri generali, soprattutto in riferimento alla storia evolutiva dei diversi organismi viventi e del loro paleoambiente naturale.
(http://www.museopaleontologicomaini.it/)

L'antica Chiesa ospitante il Museo, di fattura Romanica dalle compatte mura perimetrali, presenta un bel portone in pietra (ricostruito da G. A. Gentile nel 1609) e bifore lunettate con colonnine sormontate da capitelli.
La chiesa venne eretta intorno al 1300 dagli Ovadesi in posizione marginale rispetto all'antico abitato della città ed intitolata a Sant'Antonio Abate (considerato il protettore degli animali domestici a partire dal Medioevo).
Nel Trecento l'attuale Via San Paolo e la stessa Via Sant'Antonio sulla quale affacciava la chiesa costituivano la direttrice che dall'antico Borgo passando per la porta Genovese conduceva fuori dall'abitato.
Negli Statuti nel 1323 la località definita S. Antonium ad mercatum ospitava il mercato del bestiame ubicato per ragioni di sicurezza al di fuori delle mura della città (i forestieri e gli animali erano considerati presunti portatori di malattie ed epidemie).
In sostituzione della Casa dei Pellegrini attigua alla Chiesa, la Comunità ovadese decise di realizzare durante il XV sec un ospedale dedicato a Sant'Antonio.
Tale costruzione da lazzaretto ed ospizio, funzionò dal 1548 come vero e proprio ospedale con un chirurgo, diversi assistenti ed un proprio cappellano.
La chiesa divenne presto parte integrante dell'ospedale; accanto ad essa sorgeva anche un piccolo cimitero nel quale venivano sepolti gli Ovadesi morti presso l'ospedale. Nel 1631 durante una delle pestilenze che afflissero la città il cimitero si tramutò in una vera e propria "fossa comune" per le vittime del morbo.
La chiesa, dismessa nel 1842 in seguito alla volontà da parte dell'Amministrazione della costruzione di un nuovo è più funzionale ospedale (sempre intitolato a San'Antonio) operante a partire dal 1867, entrò a far parte dei beni del Comune che la utilizzò prima come magazzino e poi come carcere mandamentale.
Durante gli Anni Ottanta, ripresa la piena disponibilità dalla municipalità, il Comune promosse e curò un attento recupero degli interni. Negli Anni Novanta si decise di installare al suo interno il Civico Museo Paleontologico dedicato a Giulio Maini inaugurato nel 2003.
La conclusione dei lavori di restauro esterno ha completato questa nuova riqualificazione artistico – urbana.

 

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 CASA NATALE DI SAN PAOLO DELLA CROCE

L'edificio del XVII secolo, appartenente alla Famiglia Buffa, fu dichiarato Monumento Nazionale nel 1918 e nel 1926 affidato ai Padri Passionisti.
 
Al terzo piano è la Cappella che corrisponde alla camera dove nacque il Santo; sullo stesso piano si aprono le due sale del Museo ricche di reliquie, tra le quali ricordiamo la maschera in cera del Santo, i due cuori di panno che portavano sul petto San Paolo ed il Fratello Giovanni Battista, il fonte battesimale dove il Santo venne battezzato e la sedia dove egli riposava negli ultimi anni di vita.
 
Sulla facciata, il alto spicca un affresco raffigurante la Madonna del Carmine e le anime del Purgatorio. In basso lo stemma della Famiglia Daneo e sotto una statua in cartapesta del Santo dei primi del Novecento.

Per visite telefonare al 014380100