Foto gallery  Calendario eventi

Molare Italia-StemmaInfo Comune:
Piazza Marconi – 15074 MOLARE
tel. 0143 888121 fax 0143 888117

sito web: www.comune.molare.al.it
e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

altitudine sul livello del mare m. 226

Vedi il paese sulla mappa di Google

Il Paese di Molare si erge sulla riva sinistra del Torrente Orba e comprende un territorio assai vasto (circa 32,77 chilometri quadrati), due terzi del quale ricoperto da boschi ricchi di funghi e castegne.
I primi insediamenti nell'area molarese si localizzarono all'interno di una regione denominata Campale, posta a sinistra dell'Orba, dove il torrente, abbandonato il suo impeto appenninico, inizia il placido corso verso le aree pianeggianti Ovadesi. In questa zona, prima del guado sull'Orba, convergevano le mulattiere che collegavano le stazioni di Rossiglione, di Badia e del Sassello con quelle della Val Bormida e proprio qui si ha testimonianza di un centro abitato cui si da il nome di Cerriato . Il toponimo Cerriato deriverebbe dalla presenza in un piccolo tempio dedicato alla dea Cerere sul quale sarebbe stata poi costruita in epoca cristiana l'antica Pieve.

All'interno del Campo Santo si trova il più antico e pregevole monumento del Paese: la Pieve di Campale. Nominata per la prima volta nell'atto di fondazione del Monastero di San Quintino di Spigno (come Ovada d'altronde) nel 961, risulta tra i beni concessi al suddetto monastero. I fundis tra cui quello di Campalo, designavano una tenuta o un'unità territoriale con un piccolo insediamento demico; è possibile che già all'epoca a Campale sorgesse la Pieve dedicata a B.V. Mariae Deiparae.
Lo stato attuale dell'edificio rende difficile una datazione certa e la comprensione della sua forma originale: ad aula unica, presenta un'abside a pianta rettangolare tipico delle chiese cistercensi in Italia come testimonia la chiesa del Monastero di Tiglieto sotto la cui giurisdizione  la Pieve e parte del territorio di Molare si trovavano.
La facciata sormontata da tetto a due salienti presenta finestre ai lati e sopra il portone sicuramente ascrivibili a rimaneggiamenti successivi:probabilmente il fronte era inquadrato da due contrafforti angolari di notevole ampiezza. L'apparato murario si compone di pietre di fiume poste in maniera casuale e via via più regolari verso la parte alta della chiesa. La parte inferiore della muratura più grezza e costituita da ciottoli di varia grandezza e forma potrebbe risalire, al pari dell'abazia di San Quintino di Spigno, a qualche decennio prima dell'Anno Mille
La parete meridionale, non ornata di lesene, è la parte più manomessa dell'intera struttura: un'ampia arcata a tutto sesto, tamponata, occupa il centro della parete e suggerisce la presenza forse di una sacrestia o di un battistero.
Per accedere all'interno si scendono due gradini, la copertura dell'aula presenta sette capriate lignee; l'abside, lievemente rialzata, è voltata a botte. Numerosi resti di affreschi risalenti al XV ed al XVI sec confermano come, nonostante la Pieve fosse ormai relegata a sola chiesa cimiteriale dopo la costruzione di quella di San Bernardo vicino al castrum, perdurasse l'interesse nei suoi confronti da parte del popolo Molarese.

L'antico Castello Medievale di Molare venne edificato in corrispondenza degli attuali giardini pubblici (di fianco a Piazza Marconi). Il primo documento che ne riferisce la costruzione risale al 1224: il toponimo Castrum Molaris sostituisce quello di Castrum Campalis. La regione Cerriato si andò spopolando intorno al 1200; la popolazione si stabilì  intorno al castello del Marchese che garantiva una maggiore sicurezza.
Nel corso del XIV sec. lo spostamento del baricentro dell'abitato portò alla necessità della costruzione di una nuova chiesa Parrocchiale. Costruita in posizione sopraelevata su uno sperone roccioso a picco sull'Orba, la parrocchia intitolata a San Bernardo è l'unico edificio ascrivibile all'epoca Medievale. Molto probabilmente in origine la costruzione serviva da punto di osservazione fortificato e solo in un secondo tempo venne convertito ad edificio di culto. Attualmente utilizzato come Oratorio della Parrocchiale contiene un paio di dipinti ed una Cassa Processionale dell'Assunta, un crocefisso ed una statua lignea raffigurante San Rocco.

Lungo la direttrice che da Piazza Marconi conduce all'oratorio sorge Palazzo Tornielli, ubicato dove un tempo sorgeva l'antico Castello di Molare demolito nel 1625: la torre e la porta del ponte vennero abbattute nei primi anni dell'Ottocento quando il Conte Celestino Tornielli acquistò l'area occupata dal Castello per costruire il proprio palazzo. Il palazzo di gusto neoclassico fu completato alla morte di Celestino dal figlio Giovanni che aggiunse all'edificio il terzo piano e le due torrette. L'interno è affrescato da Ignazio Tosi, pittore che ad Ovada affrescò l'interno dell'oratorio dell'Annunziata (XIX sec).

Altro edificio di interesse è la Parrocchiale di N.S. della Pieve. La prima notizia circa la chiesa risale al 1681 quando il Parroco Don Bernardino Cazzuli propose l'idea di costruire una nuova parrocchia che sostituisse quella vecchia intitolata a San Bernardo. La prima pietra venne posata nel 1702 ma la chiesa venne completata solo 101 anni dopo a causa della mancanza di fondi. Il Comune scelse all'uopo un terreno di proprietà comunale detto  il "Bottazzo" presso la chiesa di San Rocco della quale non restano tracce. Nel 1742 nonostante i lavori di costruzione non fossero terminati il Parroco Don Antonio Maria Zerbino decise di benedire l'altare maggiore; nel 1754 la chiesa si arricchì di un campanile grazie all'intervento del Signor Luca Gaioli. Nel 1760 la chiesa viene arricchita di una balaustra di marmo giallo e nero arrivata da Genova. La facciata, a tre ordini, risente dell'influenza settecentesca, mentre l'interno è spiccatamente barocco.
L'interno della chiesa è riccamente affrescato da Pietro Ivaldi di Ponzone detto il Muto con l'aiuto del fratello, notissimi artisti conosciuti nella Diocesi di Acqui. Oltre al ricchissimo impianto pittorico, che non lascia un centimetro sguarnito, si evidenziano le due statue in marmo della Vergine del Rosario (seconda cappella a sinistra) e la statua posta al di sopra del battistero rappresentante il Battesimo di Gesù (dopo l'andito dell'entrata laterale di sinistra) dello scultore Bernardo Mantero di Genova.

Con l'espressione Castello di Molare oggi ci si riferisce a quello dei conti Gaioli Boidi passato in eredità ai conti Chiabrera Castelli.
Non si hanno notizie certe circa la data di edificazione anche se con tutta probabilità il Castello risale all'epoca in cui il borgo si estendeva al fuori delle mura. Originariamente si trattava di una sorta di forte con annessa torre posta sulla direttrice di passaggio per Campale e per il guado sull'Orba. Sotto la Famiglia Gaioli Boidi la dimora assunse le fattezze di abitazione nobiliare. I merli vennero aggiunti successivamente con funzione estetica. I restauri ottocenteschi furono certamente ispirati dalla passione medievalista del D'Andrade allora Sovrintendente ai grandi monumenti.

Il Santuario di Madonna delle Rocche è situato ai piedi del Monte del Ratto, separato dai colli vicini dai torrenti Amione e Retano. Secondo la tradizione esso trae origine da un'apparizione della Vergine ad una contadina di Molare (Clarice) intorno al 1500. Dapprima venne eretto un pilone sostituito nel 1585 da una cappella: già in questo periodo il culto dell'apparizione era molto sentito.
L'edificio sacro costruito per volere della popolazione, permane tuttora nelle sue sue fattezze quasi originali (la facciata e l'abside subirono dei rimaneggiamenti). Affrescato dai Fratelli Ivaldi ricevette la consacrazione nel 1873.
Il santuario, a tre navate, si presenta al suo interno ricco di affreschi, marmi e stucchi. L'altare ha due cariatidi con testa d'angelo, al di sopra del quale vi è la nicchia decorata a mosaico che racchiude la statua di legno della Madonna. Di particolare interesse i numerosissimi ex voto che tappezzavano le pareti ed i pilastri della chiesa e che ora sono esposti in una sala ad essa dedicati. Eseguiti da un pittore molarese nella prima metà del Novecento rappresentano indubbiamente l'attaccamento della popolazione molarese alla "sua" Madonna. 

Nei pressi della Frazione di Madonna delle Rocche, in Località Cerreto, troviamo il Parco Faunistico dell’Appennino, situato in una posizione incantevole alle porte dell’Alta Valle Orba in un contesto paesaggistico e naturalistico che costituisce un vero punto di forza delle attività proposte. L’area verde copre una superficie recintata di mq. 36400 collegata alla rete sentieristica della Foresta Regionale del Cerreto. Attigua al Parco è situata la struttura con aule e servizi attrezzati appositamente per la fruizione. Presso il polo è attiva la sezione didattica di educazione ambientale per le scuole e per i centri estivi con visite all'allevamento dei bachi da seta, all'arboreto didattico, attività di orientamento, laboratori naturalistici e manuali su prenotazione. Gli spazi costituiscono inoltre la location ideale per la realizzazione di incontri, eventi, attività di team building e manifestazioni sportive ecocompatibili. Il parco è inoltre dotato di area pic nic con panchine, tavoli e barbecue ed è collegato ad una fitta rete sentieristica che permette di effettuare piacevoli passeggiate nei dintorni.
Orari di apertura: 
Attività didattiche, feste, eventi: su prenotazione.
Area pic nic: Giorni feriali - Apertura area pic nic e parcheggio dal lunedì al giovedì dalle 8 alle 17, venerdì dalle 8 alle 16. Entrata gratuita.
N.B. Alle ore indicate si chiude il cancello per cui le auto nel parcheggio devono essere rimosse entro tale termine.
Giorni festivi e prefestivi - su prenotazione ed a pagamento con possibilità di utilizzare anche i servizi igienici: € 3 a visitatore (sotto i 4 anni gratuito)
Al fine di evitare spiacevoli inconvenienti, si avvisano i visitatori che e’ necessario verificare preventivamente la disponibilita’ anche durante i giorni feriali (tel. 339.7288810).
Per Maggiori informazioni: www.parcofaunisticoappennino.com

 

Il 13 Agosto 2016  ricorrono gli 81 anni dal crollo della diga di Molare, evento che sconvolse tutta la Valle dell'Orba. Per approfondire l'argomento consigliamo di visitare il sito: www.molare.net

 

Manifestazioni ricorrenti:
Giugno: Festa del Cristo (Fraz. San Luca)
Giugno: Festa del Fiazein (Battagliosi)
Agosto: Sagra del Polentone
Agosto: Festa di San Lorenzo (Olbicella)
Agosto: Festa dell'Ospitalità (Madonna delle Rocche)