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Bosio Stemma

COMUNE DI BOSIO


Via Umberto I, 17
15060 BOSIO (AL)
tel 0143 684131 – fax 0143 684665
www.comune.bosio.al.it
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altitudine sul livello del mare m. 358 

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Situato nella parte centro-meridionale della provincia, a confine con quella ligure di Genova, sulle propaggini settentrionali dell’Appennino Ligure, il paese ha un territorio molto vasto, coperto in gran parte di boschi, castagneti, ricchi di selvaggina e di funghi, attrazione di molti turisti.
Località storica importante poichè di qui passavano le "Vie del Sale" che mettevano in comunicazione la costa ligure con il territorio piemntese e la pianura padana, fu fortificata dai genovesi verso la fine del XV sec. Il nucleo antico è caratterizzato da alcuni palazzotti tardomedievali e da un impianto urbanistico in parte originario. Il paese fu soggetto al marchesato di Parodi sino al XIII secolo. Dopo la conquista genovese dell’oltregiogo ha seguito le sorti della città egemone per oltre seicento anni, con l’aggregazione all’impero napoleonico nel 1805 e la successiva inclusione nel Piemonte sabaudo decretata dal Congresso di Vienna nel 1815. Assegnato, come frazione di Parodi, alla provincia di Novi nel 1818, entrò a far parte della provincia di Alessandria nel 1859.

Bosio è tra le città decorate per la Guerra di Liberazione poichè è stata insignita della Croce di Guerra al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.
Il luogo di maggior richiamo è il Sacrario dei Martiri della Benedicta, nel cuore del Parco Regionale delle Capanne di Marcarolo, monumento riconosciuto a livello nazionale dedicato a ricordo dell’eccidio dei partigiani nell’aprile 1944. Il cascinale della Benedicta, antico monastero medievale, fu scelto nella primavera del 1944 come quartier generale dei partigiani stanziati in prossimità del Monte Tobbio. Ad essa facevano riferimento diverse centinaia di giovani male armati e privi di addestramento militare. Il 7 aprile 1944, forze tedesche e fasciste circondarono la zona e passarono all'azione. Oltre ai caduti in combattimento, furono catturate e fucilate 97 persone. Il cascinale della Benedicta venne minato e fatto saltare dai nazifascisti.
Dopo anni di abbandono i ruderi dell'ex convento benedettino, luogo della strage, sono stati oggetto di opere di restauro e recupero. Nel 2001 è sorta l'Associazione "Memoria della Benedicta" che si propone di costruire, presso i ruderi della Benedicta, un centro di documentazione permanente dedicato all'eccidio e, più in generale, ai temi della guerra e della pace.

Chiesa Parrocchiale dei Santi Pietro e Marziano e Oratorio della SS. Annunziata
La strada di più recente urbanizzazione che attraversa il capoluogo confluisce nell'ampio spazio aperto delimitato, a levante, dall'oratorio della SS. Annunziata e, a ponente, dalla chiesa parrocchiale dedicata al Principe degli Apostoli e a San Marziano primo vescovo di Tortona. La chiesa di Bosio, sino al XIII secolo, era inclusa nella diocesi di Tortona e poi trasferita, con la Pieve di Gavi da cui dipendeva, alla diocesi di Genova il 3 giugno 1248.
L'istituzione, in orgine cappella rurale, viene fatta risalire ad epoca di poco antecedente il 1201. Conserva affreschi dell'ottocento del comasco Gambini e di altri minori, oltre ad un Cristo in croce in noce intagliato e dipinto, di scuola ligure, della seconda metà del seicento.
Di fronte alla chiesa, sul lato opposto del piazzale, sorge l’oratorio dedicato alla SS. Annunziata, già ricordato nel 1582 come ‹Casaccia Sancti Martiani›. Nel 1652 viene indicato come ‹Oratorio dei Disciplinanti sotto il titolo della Beatissima Vergine›. Restaurato nel 1875 con sopraelevazione dell’alzato originario, l’edificio presenta le semplici linee caratteristiche delle architetture rustiche della valle, con il frontone lineare e il tetto a doppio piovente.

Il Comune di Bosio fa parte del Parco Naturale Capanne di Marcarolo e ne ospita la sede legale. La sua appartenenza alla Riserva Naturale la rendono importante meta turistica, soprattutto di tipo naturalistico. Diversi sono, infatti, gli itinerari escursionistici che, attraverso il percorso di antichi sentieri, permettono di riscoprire il contatto con una natura ricca di varietà animali e vegetali.
Da segnalare la scalata alla cima del Monte Tobbio (1092 slm) meta di numerosi escursionisti e i laghi del Gorzente (lago Bruno, Lungo e Badana) che forniscono l’acquedotto di Genova.
Sulla vetta del Monte Tobbio sorge la cappella dedicata a N. S. di Caravaggio, costruita nel 1892, con annesso piccolo rifugio del CAI. Dalla cima del monte si gode di un panorama amplissimo sull’appennino circostante e, verso nord, sulla pianura padana e la lontana cerchia alpina, dalle Alpi Liguri al Gruppo dell’Adamello, e verso sud nelle giornate senza foschia si possono vedere le coste della Corsica.
Sulle pendici del Tobbio e nelle zone circostanti permangono varietà della flora montana di rara bellezza, quali l’astro alpino, presente nell’Appennino Ligure soltanto in quest’area; il narciso; il lino campanulato; il cerastio; il mughetto. E non mancano esemplari di pino silvestre, residui testimoni del tempo in cui questa specie popolava l’intera dorsale

Comune a prevalente vocazione agricola nel passato, Bosio mantiene ancora oggi la tradizione della coltivazione della vite e produzione e commercio di vini. Per la sua particolare collocazione geografica (il comune più vicino al mare del Piemonte), vanta la produzione di vini a denominazione controllata e garantita, il Gavi o Cortese di Gavi e l'Ovada o Dolcetto d'Ovada superiore e diversi altri vini a denominazione di origine controllata.

Manifestazioni ricorrenti:
fine Luglio: Sagra della Lasagna
Ottobre: Castagnata